Lavoro, Istat: occupati stabili a settembre, 198 mila in più rispetto al 2025
L’occupazione italiana resta sostanzialmente ferma a settembre, ma il confronto annuale conserva un segno positivo. I dati diffusi dall’Istat il 29 ottobre indicano 24 milioni 328 mila occupati: sono 7 mila in meno rispetto ad agosto e 198 mila in più rispetto a settembre 2025. Il tasso di occupazione rimane al 63%, mentre quello di disoccupazione è stabile al 6,3%.
Le variazioni assolute riportate nel lancio ANSA del 29 ottobre aiutano a leggere una situazione che, a livello dei tassi arrotondati, appare immobile. Nello stesso mese le persone in cerca di lavoro aumentano di 4 mila unità; gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono invece di 3 mila. Si tratta quindi di movimenti contenuti, non dell’assenza totale di cambiamenti.
Contratti a termine e permanenti si muovono in direzioni diverse
Il comunicato Istat con i dati provvisori distingue le componenti dell’occupazione. L’aumento dei dipendenti a termine compensa la riduzione di quelli permanenti, mentre gli autonomi rimangono sostanzialmente stabili. I livelli indicati sono 2 milioni 567 mila lavoratori a termine, 16 milioni 490 mila permanenti e 5 milioni 270 mila autonomi.
La stabilità complessiva nasconde anche differenze anagrafiche: l’occupazione cresce tra chi ha meno di 35 anni e diminuisce nella fascia 35-49. Il tasso di disoccupazione giovanile scende al 19,9%, con una riduzione di quattro decimi di punto sul mese precedente.
Il trimestre e il confronto con il 2025
Guardando all’intero terzo trimestre, l’Istat rileva 13 mila occupati in meno rispetto al secondo trimestre. Le persone in cerca di lavoro crescono invece di 108 mila, mentre gli inattivi diminuiscono di 101 mila. Il quadro trimestrale aggiunge quindi informazioni che non emergono dal solo confronto settembre-agosto.
Su base annua aumentano sia gli occupati sia i disoccupati. ANSA riporta, per questi ultimi, un incremento di 117 mila persone; nello stesso confronto gli inattivi calano di 293 mila. L’aumento degli occupati non va dunque interpretato come una diminuzione automatica di chi cerca lavoro.
Che cosa misurano i numeri pubblicati
Quelli diffusi il 29 ottobre sono dati provvisori riferiti a settembre, non una misurazione dell’occupazione di ottobre. La lettura centrale resta duplice: stabilità nel confronto mensile e crescita rispetto a un anno prima, accompagnata da differenze tra contratti e fasce d’età.