Fiducia a ottobre: consumatori in calo, imprese in ripresa grazie ai servizi
Consumatori meno fiduciosi e imprese in recupero: a ottobre i due indicatori Istat prendono direzioni opposte. La rilevazione diffusa il 29 ottobre porta l’indice delle famiglie da 91,2 a 90,3 punti, mentre quello complessivo delle imprese sale da 95,9 a 96,6. Il miglioramento produttivo non è però uniforme e lascia indietro il commercio al dettaglio.
Le famiglie guardano con più cautela all’economia
Nel comunicato dell’Istat, il peggioramento dei consumatori riguarda soprattutto la valutazione del quadro economico generale: il relativo indicatore passa da 88 a 82,9. Scende anche il clima corrente, da 90,4 a 88,7. Il clima personale sale invece da 92,4 a 93, mentre quello futuro rimane a 92,3.
L’Istituto segnala inoltre un deterioramento delle attese sulla disoccupazione e delle valutazioni sull’opportunità di acquistare beni durevoli nella fase attuale. La flessione dell’indice complessivo non significa quindi che ogni sua componente sia peggiorata: le risposte sulla situazione personale seguono un andamento diverso da quelle sull’economia.
Servizi in crescita, commercio in difficoltà
Il recupero della fiducia delle imprese è sostenuto soprattutto dai servizi di mercato, che passano da 97,1 a 99,6 punti. Le costruzioni mostrano un incremento più contenuto, da 97,5 a 97,8. La manifattura resta a 91,9, mentre il commercio al dettaglio scende da 104,3 a 100,7.
Nel commento pubblicato il 29 ottobre da ADUC, Vincenzo Donvito Maxia mette al centro proprio la distanza tra tenuta delle attività produttive e prudenza dei consumatori. L’associazione collega il quadro delle famiglie alle pressioni sul costo della vita, agli stipendi e all’incertezza internazionale. È una lettura del contesto proposta dall’autore, da distinguere dai risultati numerici dell’indagine.
Le incognite sui mesi successivi
ADUC richiama anche il peggioramento delle valutazioni e delle aspettative sulle vendite nel commercio, interpretandolo come un segnale della cautela negli acquisti. Sul fronte produttivo, sottolinea il rischio connesso alle aspettative di aumento dei prezzi e alla maggiore incertezza segnalata dagli imprenditori.
Questi elementi descrivono opinioni e attese: non costituiscono una misurazione di rincari già avvenuti né una previsione certa dei consumi futuri. Il dato di ottobre restituisce dunque un quadro articolato. Il recupero dell’indice delle imprese convive con difficoltà specifiche nel dettaglio e con una fiducia delle famiglie ancora in diminuzione, senza autorizzare una conclusione unica per tutti i settori.